6 lezioni sull’apprendimento da ricordare all’università

Le tre lezioni sull’apprendimento da seguire e i tre esempi da evitare a scuola

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Tra le lezioni sull’apprendimento, nel corso della tua vita, sentirai spesso dire che di ciò che si studia alle scuole superiori si ricorda molto poco.

Al di là del fatto che esistano metodi per smettere di dimenticare a scuola, in un certo senso è così: del mio liceo ricordo alcuni concetti fondamentali, le risate con gli amici e specifiche informazioni che ho continuato a studiare.

Scopo delle scuole superiori è, sempre più, quello di trasmettere passione per l’apprendimento, un bagaglio di conoscenze generiche e, soprattutto, un metodo di studio da applicare all’università.

Col trascorrere del tempo, diventa sempre più difficile entrare nel mondo del lavoro senza uno studio che vada oltre le scuole superiori, salvo alcune scuole professionali che hanno il preciso scopo di accompagnare lo studente direttamente nel mondo del lavoro.

Anche tenendo conto di queste situazioni eccezionali, comunque, l’apprendimento farà sempre (e sempre più, in futuro) parte della nostra vita. Anche nel mondo del lavoro, imparare rimane il modo principale per progredire.

Una volta d’accordo sull’importanza dell’apprendimento, voglio parlarti di sei lezioni sull’apprendimento che interessano TUTTI gli studenti delle scuole superiori e che non puoi permetterti di dimenticare, né prima né dopo l’esame di maturità, quando entrerai finalmente nel mondo universitario.

Pronti?

3,2,1…VIA!

Tre lezioni sull’apprendimento: dimenticale a tuo rischio e pericolo

Durante tutti e cinque gli anni di scuole superiori, alcuni professori inconsciamente, altri conoscendone il motivo, sfruttano i risultati più avanzati delle neuroscienze cognitive per semplificare l’apprendimento degli studenti.

Lo so, è difficile immaginare che quelle lunghe e noiosissime lezioni che a volte sei costretto (o costretta) a seguire siano utili per imparare. E hai ragione, ma rischi di concentrarti troppo su ciò che non va, dando per scontato alcuni aspetti della scuola che funzionano davvero bene, e che, da oggi, non dimenticherai.

Anzi, applicandoli durante lo studio a casa e, in seguito, all’università, vedrai le ore sui libri diminuire e i voti aumentare a dismisura.

Ad esempio, perché le lezioni vengono divise in moduli da 50/60 minuti; o per quale motivo, in un solo giorno, ti capita di seguire anche quattro o cinque materie diverse?

1. Lezioni da un’ora: l’attention span

Se hai letto la mia guida gratuita per studiare in modo efficace, saprai sicuramente che la nostra attenzione è limitata. Così come la forza di volontà, che viene consumata durante la giornata (ad es. quando ti imponi di studiare tutto il pomeriggio, e poi non riesci a rinunciare a un dolcetto prima di dormire), la concentrazione non è infinita.

La durata dell’attenzione, attention span in inglese, è limitata e, visto il costante utilizzo dei social network, così immediati e pieni zeppi di stimoli diversi, continua a ridursi di anno in anno.

In altri termini, l’attention span è la quantità di tempo concentrato che riusciamo a sostenere prima di distrarci.

Vuoi un esempio divertente? La NATO ha organizzato alcuni meeting con Donald Trump della durata di 2/4 minuti, così da incontrare le esigenze del Presidente Americano, il quale tende facilmente a distrarsi.

Esempi eclatanti a parte, ciò che devi tenere a mente è che non puoi permetterti di studiare per più di 50/60 minuti di seguito, a meno che tu non voglia finire con l’aver speso un intero pomeriggio senza apprendere alcunché.

Dopo una breve pausa (dai dieci ai quindici minuti), comunque, potrai ricominciare con maggior motivazione e carica.

Ecco il motivo per cui le lezioni a scuola tendono a non durare più di un’ora;  hai la possibilità di “staccare la spina”, anche solo per il tempo necessario ad acciuffare dallo zaino il libro della prossima materia.

2. Le interrogazioni e i compiti in classe: e se non ci fossero?

Immagina una scuola in cui non esistono voti, nessuna verifica a sorpresa, niente panico dovuto all’interrogazione imminente…uno spasso, vero?

Se siamo d’accordo sul fatto che la conoscenza di un individuo non possa essere valutata con un semplice test e giudicata con un voto secco, è importante sottolineare l’importanza di questi strumenti.

I compiti in classe prima, e gli esami poi, non sono soltanto un metodo per verificare che lo studente abbia studiato, ma anche un vero e proprio metodo di studio. Come ho già affermato in altri articoli, un metodo d’apprendimento efficace deve includere la ripetizione a libro chiuso.

Un’interrogazione ti costringe a monitorare in prima persona il tuo livello di conoscenza dell’argomento. Quante volte ti è capitato di essere sicuro di aver capito qualcosa, fin quando poi, davanti al professore, la confusione ha preso il comando della tua mente, lasciandoti senza parole?

Ecco una delle lezioni sull’apprendimento:

un compito in classe, o un esame, vanno oltre l’esercizio della memoria, ma ti costringono a ragionare su quei contenuti che, fino a ieri, avevi assorbito passivamente.

È per questo motivo che, quando decido di aiutare uno studente individualmente, lo spingo a preparare finti esami prima di quello vero.

Come ti sei sentito l’ultima volta che hai sostenuto un compito in classe? Quanta ansia ti saresti risparmiato, se quello fosse stato il decimo compito in classe sullo stesso argomento?

3. Scuole superiori: un cocktail di materie diverse

Ti sarai chiesto almeno una volta per quale motivo la giornata a scuola sia composta da tante materie spezzettate in una o due ore.

Non sarebbe più facile, sia per professori che per studenti, raggruppare le ore di una certa materia in un solo giorno? Ad esempio, il lunedì si studia inglese, il martedì matematica e fisica, ecc. Niente più confusione quando si completano i compiti a casa, domani ho storia, quindi oggi pomeriggio studierò storia, giusto?

In teoria sì, ma, ancora una volta, lo studio della mente umana ci riporta sulla retta via. Per apprendere veramente, hai bisogno di stimoli diversi e necessiti, nella vita di tutti i giorni così come durante lo studio, di flessibilità.

Studiare qualcosa sempre allo stesso modo, senza un minimo di elasticità, rende il cervello passivo e pigro; è variando attività che abbiamo la possibilità di imparare in modo concreto.

Inoltre, la memoria a lungo termine richiede che l’attenzione a un argomento sia tanta e spalmata nel tempo. Raggruppando tutte le ore di lezione d’inglese in un giorno, concentrerai lo studio di quella materia soltanto nel giorno precedente e, prima della prossima lezione, avrai dimenticato tutto.

Seguendo lo stesso ragionamento che scandisce le ore durante le scuole superiori, non puoi permetterti, una volta entrato in università, di fare maratone di studio. Tra le lezioni sull’apprendimento, alternare gli argomenti e dare il giusto tempo alla mente per assorbire le informazioni che riceve rimane fondamentale.

Lezioni sull’apprendimento (sbagliato): seguile e fallirai

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Nella prima parte dell’articolo hai scoperto che la scuola è spesso organizzata in modo tale da aiutarti nel tuo processo d’apprendimento.

Nonostante le buone intenzioni, però, tra i banchi di scuola rischi di coltivare abitudini sbagliate che, a lungo andare, renderanno lo studio difficile, noioso e insoddisfacente.

Qui di seguito troverai i tre errori più evidenti e la lezione sull’apprendimento che puoi ricavarne sin da subito.

1. Lezioni senza pause che durano quanto la guerra dei Trent’anni

Hai imparato che, se vuoi che lo studio dia i suoi frutti, non puoi pretendere di concentrarti per più di cinquanta minuti di seguito.

Che dire allora di quei professori che non interrompono la loro lezione nemmeno per prender fiato?

Spesso, poi, due moduli che spettano allo stesso professore vengono accorpati, in modo tale che la stessa materia venga trattata per circa due ore.

In queste occasioni, chi insegna dovrebbe essere abbastanza competente da adattare la spiegazione e il ritmo della lezione alle capacità di attenzione dello studente: basterebbe, ad esempio, concedere una pausa di dieci minuti dopo la prima ora.

Il break potrebbe essere utile per andare in bagno, mentre l’insegnante potrebbe raccontare un aneddoto interessante sull’argomento di cui ha trattato. Un po’ come, più su nell’articolo, ti ho accennato la storia della scarsa attenzione del presidente Trump.

Nel mio percorso di studi ho incontrato molti professori interessati alle necessità degli studenti, sempre in cerca di modi per stimolare al meglio la loro classe; se ne conosci anche tu, prova a consigliargli questo blog, e a organizzare insieme delle lezioni più efficaci.

Ad esempio, la classe potrebbe promettere di mantenere alta la concentrazione durante i primi 50 minuti; in cambio, i successivi 10 minuti saranno dedicati al relax.

2. Per aiutare gli studenti, non bastano compiti in classe e interrogazioni

Sono convinto che una collaborazione tra studenti e insegnanti potrebbe rendere la scuola un luogo migliore per tutti. Purtroppo, è difficile considerare il professore un alleato, dopo aver ricevuto un 2 sul registro.

Per ridurre il rischio di ritrovarsi impreparati al compito in classe, una soluzione potrebbe essere quella di aumentare il numero di i test senza voto. Immagina di dover sostenere una verifica scritta, un esame o un’interrogazione fra 7 giorni.

Sfruttare questo periodo studiando e basta è un modo per prepararti, ma sapresti della qualità del tuo studio solamente all’arrivo dei risultati. Quanto sarebbe utile, invece, avere la possibilità di sostenere un finto esame (mock exam, in inglese) prima di quello vero?

Non solo ti permetterebbe di ricevere un feedback sul tuo studio, ma sarebbe un ulteriore, efficace, metodo d’apprendimento.

Proponilo ai tuoi compagni e al professore; se non ne hai la possibilità, invece, organizzalo tu stesso, mettendoti alla prova sulla materia senza sbirciare sul libro o tra gli appunti.

3. Ascolta la lezione, studia il libro, ripeti. E prova a non annoiarti troppo nel mentre

Ho avuto l’onore di conoscere professori competenti nella propria materia; insegnanti che avevano davvero a cuore il successo dei propri studenti; persone con una forte passione per l’insegnamento. Alcune delle lezioni sull’apprendimento che condivido su Liceale Promosso me le hanno trasmesse loro.

Anche con le migliori intenzioni del mondo, comunque, spesso accade che il metodo d’insegnamento finisca per essere piatto e ripetitivo.

Da un certo punto di vista, è normale che accada: immagina di insegnare la stessa materia per 20 anni a studenti che, dalle espressioni annoiate, non sembrano così interessati alle tue parole.

Un insegnante che tiene ai ragazzi che ha di fronte, però, sa quanto sia importante usare ogni mezzo per trasmettere loro le proprie conoscenze.

L’utilizzo della tecnologia, di Internet, e dei moderni metodi di studio (quelli di cui parlo su Liceale Promosso) non possono essere trascurati. Per dimostrarti quanto un piccolo dettaglio faccia la differenza, ti faccio un esempio.

Conosci il professor Barbero? È l’insegnante di Storia più famoso del web: su YouTube trovi centinaia di video nei quali tiene, con un’abilità incredibile, lunghe e interessanti lezioni di storia, senza mai annoiare chi lo ascolta.

Leggerai ancora di lui su Liceale Promosso; credo infatti che ogni studente debba conoscerlo e provare ad ascoltare una sua lezione.

Ad un professore di storia, basterebbe dare un consiglio:

Dopo aver studiato il capitolo sulla Prima Guerra Mondiale, mentre venite a scuola, guardate su YouTube un pezzetto di questo video, e ditemi cosa ne pensate”.

Ascoltalo e dimmi che ne pensi 😊

Un commento finale su scuole superiori e lezioni sull’apprendimento

Ritengo gli anni delle scuole superiori tra i più importanti di tutta la nostra vita. In effetti, è lì che nascono i primi amori, si inizia a pensare a chi sarai da grande e cosa (forse) vorrai fare della tua vita.

È un periodo fondamentale per il tuo futuro, come dimostrano le sei lezioni sull’apprendimento che hai appena imparato, per questo motivo Liceale Promosso si rivolge soprattutto a studenti delle scuole superiori. Imparare ad applicare un metodo di studio che ti accompagnerà per tutta la vita, ti risparmierà anni di fatica e, spesso (purtroppo), di fallimenti.

Se ti trovi all’università e senti di dover cambiare il tuo metodo di studio, o credi di non averne ancora uno, non è troppo tardi. Farai più fatica, ma con forza di volontà e strumenti validi (che puoi trovare su Liceale Promosso), rivoluzionerai il tuo modo di studiare.

A proposito di “momenti giusti per iniziare qualcosa”, voglio salutarti con una frase densa di significato:

“Il momento migliore per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso”

A presto,

Lorenzo

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