Come sconfiggere l’ansia da prestazione scolastica

Tre consigli che ho provato personalmente per superarla

L’ansia da prestazione è la causa del fallimento della maggior parte dei tuoi esami, di interrogazioni e compiti in classe? Non puoi perderti questo articolo.

Che tu stia preparando il prossimo esame per l’università, o sia in attesa di affrontare un nuovo anno scolastico, sai che, prima o poi, dovrai fare i conti con l’ansia da prestazione.

Sai già qualcosa sull’argomento.

Hai preparato la materia con tutta l’attenzione che merita, hai seguito i consigli della guida gratuita allo studio efficace, sei persino ottimista, una volta tanto.

Nonostante ciò, eccoti più pallido del foglio bianco che hai di fronte, o con gli occhi sbarrati davanti alla lavagna nera poco prima dell’interrogazione. Improvvisamente, un blackout; non importa quanto ti sia preparato, ogni informazione sembra aver lasciato la tua mente per sempre.

Cosa è successo? Cosa hai sbagliato? Perché, una volta passato quel momento di panico, tutto ciò che hai studiato torna al suo posto, pronto per essere ricordato?

Ansia da prestazione: di che si tratta?

Come saprai se segui Liceale Promosso, sono appassionato di metodi di studio e tecniche di memoria. In questo blog troverai tutto ciò di cui hai bisogno per affrontare al meglio la scuola e l’università.

L’ansia da prestazione, pur presentandosi molto spesso durante la carriera scolastica, non è un problema esclusivo di questo ambiente. Trattandosi di un argomento complesso e, in alcuni casi, materia esclusiva della psicologia, non voglio darti informazioni sbagliate.

Proprio per questo, ti consiglio di leggere questo articolo di Andrea Giuliodori, nel quale troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno fornite dallo psicologo clinico Davide Lo Presti.

Citandolo,

“L’ansia da prestazione, come una perfida profezia, trasforma la paura di non riuscire, da temuta possibilità in effettiva realtà.”

In parole povere, ogni volta che la paura di fallire prende il sopravvento, acquisisce talmente tanta forza da tradursi in un effettivo fallimento.

Mettiamola così: è come se, per timore di inciampare e cadere dalle scale, chiudessi gli occhi e iniziassi a correre senza prudenza.

Essendomi trovato anch’io nel bel mezzo di un blackout causato dall’ansia, ho cercato in tutti i modi di sconfiggere questo mostro, finché, con alcune strategie, non sono riuscito a batterlo.

In questo articolo troverai:

  • Come evitare che l’ansia da prestazione ti impedisca di prepararti nel migliore dei modi
  • Il segreto per calmarti subito prima di un esame o un compito in classe
  • La tecnica per rispondere alle domande del professore senza che l’ansia da prestazione ti metta i bastoni tra le ruote.

Pronto?

3,2,1…VIA!

1. Studiare libero dall’ansia da prestazione: ecco come

Come hai già imparato in questo articolo sulla procrastinazione, la tentazione di rimandare lo studio, specialmente quando hai molto tempo a disposizione, è davvero forte: più rimandi, più acquisisce potere.

L’ansia da prestazione scolastica è un fattore determinante nel desiderio di procrastinare: ti sarà capitato almeno una volta di pensare “Questo esame è troppo per me, non lo passerò mai”, oppure “Gli argomenti di questo compito in classe sono talmente complicati che studiare mi sembra inutile”.

In quelle occasioni, hai provato comunque a portare avanti lo studio, ti sei imposto per un po’ di continuare a leggere, fin quando non hai deciso di abbandonare.

Senza un metodo di studio che ti permetta di organizzare nei minimi dettagli il tempo a tua disposizione, finirai per rimandare lo studio fino all’ultimo giorno disponibile.

In base ai giorni che ti separano dall’esame, dal compito in classe o dall’interrogazione, preoccupati di suddividere il lavoro in modo tale da costruire scadenze precise e concrete.

Rispettarle non deve essere impossibile, ma nemmeno un gioco da ragazzi: trova il giusto equilibrio, in modo tale da trovare una sincera gratificazione ogni volta che raggiungi un obiettivo. Te ne parlo meglio qui.

Quando stabilisci il tuo “calendario di studio”, ricordati di lasciar spazio ad alcuni giorni per il ripasso: saranno essenziali per metterti alla prova e rendere il tuo esame una pura formalità.

Circondati delle persone giuste

Qualcuno ha detto che siamo la somma delle cinque persone con le quali passiamo più tempo: prova a immaginare, nella tua vita, chi siano quelle persone.

Ti accorgerai che, con loro, condividi non solo una parte importante della tua esistenza, ma anche valori e abitudini.

Discorsi filosofici a parte, trascorrere del tempo con qualcuno comporta uno scambio continuo, sotto tutti i punti di vista: non puoi sottovalutarlo nemmeno all’interno dell’ambiente scolastico.

Evita di circondarti delle persone sbagliate, o finirai per diventare come loro. Parlo di quegli individui che si lamentano tutto il giorno dei loro esami e di quanto studiare sia noioso, ma non fanno nulla per cambiare le cose.

Ognuno di noi ha vissuto una giornata da dimenticare, e lamentarci aiuta a scaricare la tensione, ma rischia di diventare un’abitudine.

Condividendo l’ansia con chi ti è intorno, questa finirà per moltiplicarsi piuttosto che dividersi. Fallirai l’esame ancor prima di averlo sostenuto.

2. Fai un bel respiro

Qualche giorno fa parlavo con un mio amico riguardo quello stato di tensione che si avverte nell’aria subito prima di iniziare un esame, o un compito in classe.

Non importa quanto tu sia preparato, la paura verso ciò che stai per affrontare e l’incertezza riguardo i risultati che otterrai sono, in certa misura, inevitabili.

Il mio amico mi raccontava, a tal proposito, di come avesse studiato completando più di 50 prove d’esame, del tutto simili a quella che avrebbe sostenuto di lì a pochi giorni. Niente era andato storto, ormai era pronto.

Nonostante ciò, è stato bocciato. Impossibile? Affatto, anzi, non è così assurdo.

Una volta acquisite tutte le conoscenze richieste dal professore, o dalla professoressa, devi ancora preoccuparti di una cosa: evitare che tutto ciò che hai imparato non si trasformi in fumo una volta iniziato l’esame.

Il rischio, infatti, è che la tensione ti annebbi la mente, e finisca per ritrovarti in uno stato di totale confusione. Ciò che più ha sconvolto il mio amico è stato che, una volta terminato l’esame, tutte le informazioni sono magicamente tornate al loro posto.

 Quando diventa patologica, l’ansia può rappresentare un vero problema, di cui dovresti parlare con un esperto. Nella stragrande maggioranza dei casi, comunque, la strategia più efficace consiste nel respirare.

“Un respiro ti salverà la vita, o, quantomeno, la media scolastica”.

Che la respirazione sia fondamentale per ridurre lo stress e, in generale, migliorare il proprio stile di vita, è ormai un dato di fatto. Se ne parla in interviste, lo si scrive su libri molto noti e viene consigliato in ambiti diversissimi.

Se vuoi leggerne uno, ti consiglio L’arte del respiro. Il segreto della mindfulness per vivere con felicità e senza stress di Danny Penman, puoi acquistarlo qui sotto.

Esperti a parte, nella mia carriera scolastica ho sempre cercato di respirare in modo corretto, per calmarmi subito prima di un compito in classe o di un esame.

Se dovessi esserti imbattuto nella meditazione, ti sarà capitato di ricevere il consiglio di meditare “senza pensare a nulla”. Non voglio addentrarmi nell’argomento, ma converrai con me sul fatto che si tratta di un consiglio abbastanza inutile.

Nel momento in cui decidiamo di non concentrarci su nulla, o di smettere di pensare, è proprio allora che i pensieri cominciano a lottare per venire alla luce, lasciandoci più stressati di quando abbiamo iniziato.

Il mio consiglio invece è quello di chiudere gli occhi e concentrarti sul respiro: non importa nient’altro, devi solo prestare attenzione al tuo corpo e al modo in cui l’aria entra ed esce dal tuo corpo.

Ti sembrerà banale, ma non lo è: la prossima volta che sentirai l’agitazione crescere prima di un evento importante, prenditi un paio di minuti, chiudi gli occhi e respira. Non te ne pentirai.

3. Orale o scritto non importa: addio all’ansia da prestazione

Guardati. Hai superato l’ostacolo della procrastinazione, riuscendo a prepararti al meglio, e, concentrandoti sulla respirazione, hai imparato a mantenere la tranquillità di un monaco zen.

Tutto è andato liscio, rimane solamente l’obiettivo di portare a casa un buon voto… pronto?

Qui va fatta una distinzione tra compito in classe (o esame scritto) e interrogazione (o esame orale). Per entrambe le situazioni, preparati a ricevere un consiglio controintuitivo super-importante che la maggior parte degli studenti non conosce.

Scrivere contro l’ansia da prestazione scolastica

Davanti al foglio bianco, l’impressione è che ciò che hai davanti sia il riflesso della tua mente: il vuoto più totale.

Per ridurre quella brutta sensazione di confusione, il mio consiglio è semplice, ma efficace: inizia a scrivere.

Dopo aver letto tutte le domande, prendi una matita e scrivi tutto ciò che hai in mente. Concentrati sui concetti, più che su interi discorsi. Non importa quanto i termini che scrivi ti sembrino appropriati.

In questa prima fase, l’importante è scrivere: ogni concetto, infatti, ne richiamerà un altro all’interno della tua mente. In una manciata di secondi, troverai sul foglio una serie di spunti e idee davvero interessanti.

Non solo, ma avrai superato senza problemi quel primo momento di panico, quello nel quale una vocina ti dice “fallirai”.

In un secondo momento, scarta le informazioni di cui non hai bisogno e prepara una scaletta ordinata di ciò che utilizzerai per andare a rispondere alla domanda. Infine, rispondi alla domanda, ormai senza il timore di aver dimenticato tutto.

Ripetere contro l’ansia da prestazione scolastica

Balbettare, parlare piano, farfugliare…non c’è dubbio. Tra i momenti d’ansia dello studente, quello del confronto diretto col professore si aggiudica il primo posto.

Spesso, nonostante ti sia preparato al meglio, finisci per dare un’impressione sbagliata al docente e prendere un voto più basso di quello che meriteresti.

Per evitare che ciò avvenga, ecco due accorgimenti essenziali.

1. Preparati ricreando condizioni simili a quelle in cui ti troverai durante l’esame.

Non basta ripetere ad alta voce, anche se resta fondamentale. Per ridurre l’ansia rispetto al grande giorno, immagina di essere davanti al professore, la sua voce, l’ambiente che ti circonda.

Ti sembrerà assurdo, ma è ormai scientificamente provato che la visualizzazione aiuti in tutti gli ambiti. Persino allenatori sportivi hanno proposto a intere squadre di allenarsi “mentalmente” alla partita.

2. Attendi dai 3 ai 5 secondi prima di rispondere a una domanda.

Lo so, ti sembra troppo, e davanti al professore apparirà come un’eternità. Nei fatti, però, i professori sono abituati a risposte precipitose e frasi sconnesse, piene di “ehm” e prive di un ordine logico.

Per evitarlo, concediti il tempo di organizzare una risposta esaustiva. Se vuoi davvero distinguerti, potresti descrivere i tuoi ragionamenti ad alta voce, prima di entrare nel merito.

“Per rispondere, inizierò con una premessa relativa a questo, poi descriverò quest’altro, e infine analizzerò quello”.

Così facendo, otterrai un doppio beneficio: tu sarai più tranquillo, e il professore si renderà conto della tua preparazione.

Conclusioni

Per questo articolo è tutto, se i consigli per ridurre l’ansia da prestazione scolastica ti sono stati utili fammelo sapere nei commenti 😊

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Lorenzo 🙂