Addio alla distrazione: scacco in tre mosse

In questo articolo troverai i tre consigli che hai il diritto di ricevere se vuoi dire addio alla distrazione

Quante volte ti è capitato di chiederti se esistesse un metodo per dire “addio alla distrazione” una volta per tutte?

Magari dopo aver trascorso un intero pomeriggio sui libri, per poi ritrovarti a fine giornata con un oceano di pagine ancora da studiare.

Dieci minuti di assoluta concentrazione sembrano un’eternità; al contrario, sbloccare il cellulare e ritrovarsi su TikTok richiede decimi di secondo. Da quel momento, è l’oblio.

addio alla distrazione

Sono stato testimone di varchi spazio-temporali in grado di trasformare i famosi “cinque minuti sui social” in ore intere. Come rimediare? In questo articolo troverai tre consigli provati da me in persona (oltre che riconosciuti dalla scienza) per dire addio al cerchio distrazione-sensi di colpa-distrazione.

Pronto?

3,2,1…VIA!

1. Addio alla distrazione: la tecnica di Ulisse

Ulisse, il protagonista dell’Odissea, è l’esempio perfetto del grande ostacolo imposto dalle tentazioni. In particolare, nel dodicesimo libro, la maga circe lo avverte del pericolo rappresentato dalle Sirene: creature dal volto femminile che, cantando, attirano i marinai per poi divorarli. Per resistergli, Ulisse fa riempire di cera le orecchie dei suoi compagni, così che non possano ascoltare il canto delle Sirene e diventare uno spuntino coi fiocchi.

addio alla distrazione

Così come Ulisse, all’inizio di ogni sessione di studio sai che attraverserai le acque della distrazione. Le tentazioni saranno dietro ogni pagina: dal messaggio ricevuto su Whatsapp al desiderio di provare il trend del momento su TikTok, dall’episodio della tua serie preferita su Netflix, a un’imminente diretta su Twitch.

Se permetti alle Sirene di tentarti, finirai divorato dai mostri (o, più probabilmente, prenderai un brutto voto 😊). La tecnica di Ulisse consiste nell’eliminare alla radice il problema, dicendo addio alla distrazione:

·         Nascondi lo smartphone in un’altra stanza.

Studi scientifici hanno dimostrato che cedere alla tentazione di mangiare un dolcetto è molto più probabile se ce l’abbiamo davanti agli occhi. Diventiamo più disciplinati se aumentiamo la distanza tra noi e il dolcetto; i risultati migliori in termini di resistenza si ottengono quando il dolcetto è al di fuori del nostro campo visivo e risulta complicato da raggiungere. Puoi fare lo stesso con il cellulare; come dice una vecchia canzone, “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.

·         Munisciti in anticipo di tutto il necessario per lo studio.

È sempre così, non appena inizi a leggere…DRIIN! Come un allarme, inizi ad avere fame, poi sete, poi devi andare in bagno, poi ti ricordi di avere i compiti sul diario che è nell’altra stanza…Insomma, le occasioni per perdere la concentrazione sono tante. Pensa in anticipo a quello che potrebbe servirti, e ricordati sempre di fare pipì prima di iniziare a studiare😊.

·         Silenzia le eventuali distrazioni.

Così come per il cellulare, assicurati di non essere interrotto per il tempo che hai deciso di dedicare allo studio, fino alla prossima pausa. Se sai che un tuo familiare ha bisogno di aiuto, o devi fare una commissione, stabilisci subito quando te ne occuperai. Se utilizzi il computer, ad esempio, per leggere la traduzione di alcune parole (nel caso stessi studiando in un’altra lingua), silenzia le notifiche e non tenere aperte altre pagine. Basta un attimo per essere catturati dalla Sirena Netflix.

2. Addio alla distrazione: Evita di studiare a lungo

Un ostacolo alla concentrazione, quando inizi a studiare, è l’idea (sbagliata) che dovrai trascorrere le prossime 9484429 ore ad annoiarti sui libri, senza alcuna via di scampo. Oltre che deprimente, questo atteggiamento è errato.

È dimostrato, infatti, che il nostro cervello non è in grado, salvo rare occasioni, di mantenere un livello di attenzione ottimale per un tempo prolungato. Ancora oggi, gli scienziati stanno discutendo sul tempo di resistenza del cervello, prima che alzi bandiera bianca chiedendo una tregua.

Esperimenti a parte, una cosa è certa: non puoi pretendere di impegnarti per più di cinquanta minuti di fila senza concederti una pausa. L’inevitabile conseguenza, infatti, è quella di non capire ciò che stai leggendo, non riuscire a memorizzare…insomma, studiare in modo sbagliato.

Al contrario, fare delle brevi pause, non più lunghe di quindici minuti, dà modo alla mente di prendere una boccata d’aria e prepararsi ad un’altra sessione.

Segui questa routine (cinquanta minuti di studio – dieci/quindici minuti di relax) e otterrai due benefici: guadagnerai risultati migliori, ed eviterai l’ansia causata dalla prospettiva di dover battere la testa sui libri per tre ore consecutive…e addio alla distrazione!

3. Addio alla distrazione: Sfrutta le pause per annoiarti

Se hai provato la tecnica qui sopra, quella dell’alternare lo studio alla pausa, avrai notato subito quanto sia efficace. Concentrarsi con la promessa di una pausa è molto più facile; il rischio, però, è dietro l’angolo. Se tra una sessione di studio e l’altra inizi un’attività molto coinvolgente, come una serie tv, o una partita alla PlayStation, o anche soltantodando una sbirciatina ai social, è improbabile che riprenderai lo studio, una volta trascorsi i dieci/quindici minuti.

Il consiglio è quello di rimandare tutte le attività divertenti a quando avrai terminato definitivamente lo studio. Al contrario, sfrutta le pause brevi per andare al bagno, fare una breve passeggiata, o impiegale annoiandoti. Hai letto bene, ti sto chiedendo di annoiarti. Aspettando semplicemente che il tempo trascorra, infatti, la tua mente recupererà dalla fatica e sarà impaziente di ricominciare a studiare.

Dicendo addio alla distrazione, risparmierai talmente tanto tempo da poterti divertire quanto desideri, una volta finito lo studio. In questo modo:

  • Non avrai sensi di colpa
  • Studierai in modo più efficace
  • Avrai più tempo libero.

A presto!

Lorenzo

PS: Ulisse, al contrario dei suoi compagni, non si versa la cera nelle orecchie, è troppo curioso di ascoltare il canto delle Sirene. Eppure resiste e riesce a sopravvivere, come? Prova a indovinare, scrivendo la risposta qui sotto, nei commenti!

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